Associazione Lucrezia a Oasi Benessere

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Mauro Biglino – Il Falso Testamento

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Cliccando qui troverete il filmato della conferenza “Il Falso Testamento” tenuta da Mauro Biglino il giorno 11 Dicembre 2016 a Ferrara.

Si ringrazia Omar di Benedetto per il montaggio video.

Il Codice dei Sogni

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Giovedì 8 giugno si terrà una conferenza con Roberto Solinas, psicologo e psicoterapeuta. L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Aestene, si svolgerà presso il Circolo il Fossolo di Bologna dalle ore 20:45 alle 22:00 e avrà tra i suoi scopi quello di insegnere come interpretare i sogni e controllare una parte importante della nostra vita, con un metodo a cavallo tra psicoanalisi e meditazione. Solinas, nel suo libro Il Codice dei Sogni offre un metodo concreto, affinato nella pratica della psicoterapia, accessibile a tutti per intraprendere un percorso di autoconsapevolezza. I sogni del quale tutti siamo affascinati sono una “finestra sull’inconscio, caotico ma ordinato magazzino della mente” e non dovremmo mai ignorarli perché questi sono capaci di farci ritrovare la via e di svelare la parte più intima di noi stessi.

La quota di partecipazione è di € 5 da versare all’ingresso.

Doctor G: la prima graphic novel contro la troppa medicina

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Doctor G è una graphic novel che vuole unire la semplicità e l’immediatezza del fumetto con il complesso linguaggio del saggio scientifico di medicina. L’idea, nata a Ferrara nel 2008, si è concretamente realizzata dopo otto anni di intenso lavoro. La storia può essere letta tutta d’un fiato e racconta del protagonista, Doctor G, un professore di statistica all’Università, che aiuta la polizia a risolvere casi criminali grazie al suo incredibile talento con i numeri. Mentre il racconto si articola attraverso veri processi giudiziari (Il processo da OJ Simpson, l’omicidio Marta Russo, …), al suo interno si trovano quei concetti medici meno conosciuti che gli autori vogliono divulgare per cambiare l’approccio delle persone alle informazioni, comprendere il modo in cui i rischi delle scelte legate alla salute sono presentati e permettere alle persone decisioni veramente informate.

La storia è piena di riferimenti a fatti o persone reali. I volti dei personaggi ad esempio sono ispirati a luminari della medicina moderna e a uomini del panorama scientifico contemporaneo. In appendice tramite un’ampia bibliografia è possibile capire chi sono i personaggi del racconto e approfondire i fatti raccontati. Se si soffre di “techmania”, all’interno della bibliografia sono presenti codici QR che scansionati con tablet o smartphone permettono ulteriori approfondimenti online. Il sottotitolo del libro è “una medicina per la troppa medicina” e racchiude l’utopia nascosta dietro la scrittura di un libro di scienza a fumetti: un giorno le persone potranno scegliere in modo informato e districarsi nel mercato della medicina.

Le critiche che Doctor G porta avanti con caparbietà e passione riflettono i pensieri del medico contemporaneo che non vuole piegarsi alle leggi di mero profitto delle case farmaceutiche ma auspica invece una corretta informazione per i pazienti troppo spesso trattati frettolosamente o, peggio, come cavie involontarie. Secondo Doctor G la medicina usa le proprie risorse in modo improprio: per fare una buona medicina non occorrono molti soldi, ma è necessaria una buona informazione. Così avviene che sovradiagnosi, disease mongering, conflitti di interesse e statistiche ingannevoli inquinino e confondano medici e pazienti, nel fumetto come nella vita reale.

Doctor G è reperibile online al sito: http://l-inkproject.com/doctor-g

Sovradiagnosi

La medicina contemporanea è in grado di identificare anomalie, quali lesioni o tumori, con grande accuratezza rispetto al passato, tuttavia non sempre può distinguere quanto queste siano effettivamente dannose per la salute. Si parla di sovradiagnosi quando viene riscontrata un’anomalia o condizione asintomatica che non progredirà mai (cioè non sarà causa di morte o di sintomi) o che progredirà così lentamente che il paziente morirà di qualcos’altro prima che compaiano dei sintomi.

La sovradiagnosi è un tipico effetto collaterale di quello che ci è stato insegnato come il metodo corretto di praticare la medicina: trovare e trattare malattie prima che causino problemi. Il problema del riscontrare simili anomalie sta nel fatto che spesso innescano dei trattamenti, e gli interventi per eliminare le anomalie riscontrate sono talvolta più rischiosi dell’anomalia stessa. Infatti la medicina contemporanea tende a trattare tutti, ma poichè per definizione la sovradiagnosi riguarda anomalie o condizioni asintomatiche che non progrediranno mai, il trattamento non aiuta, dato che non c’è niente da sistemare, e porta solo ad effetti collaterali. La sovradiagnosi è causata da diversi fattori, tutti di matrice contemporanea:

1) Cambiamo le regole, ovvero la soglia con cui si identificano i pazienti da curare viene costantemente abbassata (ad esempio negli anni si sono abbassati i valori che definiscono l’ipertensione arteriosa, il colesterolo, il diabete, l’osteoporosi);

2) Siamo capaci di vedere di più: se prima al medico erano visibili solo anomalie “macroscopiche”, ora grazie al progresso tecnologico, si riconoscono anche quelle di pochi millimetri, con cui si potrebbe forse convivere senza conseguenze. Si stima che facendo una TAC total body si riscontrano mediamente 2,8 anomalie per ogni individuo, che non darebbero alcun problema nel corso dell’intera vita.

3) Cerchiamo di più: negli anni la mortalità (per specifiche patologie quali il cancro alla prostata o alla tiroide) non è cambiata, nonostante le diagnosi siano molto aumentate. La medicina purtroppo fatica ancora a sapere se un tumore sia pericoloso o meno, e quale sia la probabilità di progressione tale da causare metastasi oppure no.

4) Inciampiamo in risultati accidentali: per avere un’idea dell’entità del problema, di seguito un esempio con numeri concreti: immagina di avere 50 anni e di non avere sintomi particolari. Ti sottoponi ad una TAC. La probabilità che ti trovino un incidentaloma, ossia una massa tumorale scoperta casualmente, al polmone è pari al 15% se non fumi. Se sei un fumatore, questa probabilità sale al 50%. Qual è la probabilità che l’incidentaloma al polmone sia effettivamente un cancro? Solo lo 0.7% se non fumi (oppure il 3,6% se fumi). Se invece fai un’ecografia alla tiroide, la probabilità di incidentaloma è pari al 67%, ma è probabile che l’incidentaloma sia un cancro in meno dello 0.01% dei casi.

Uno dei casi più discussi di sovradiagnosi coinvolge un tema molto caldo come lo screening del tumore al seno. I test di screening hanno vantaggi e svantaggi. Ad esempio nel caso del test di screening per la prevenzione del cancro alla mammella, su 2000 donne che si sottopongono alla mammografia ogni 2 anni per 10 anni, 1 viene salvata. Di queste 2000 donne, circa 250 subiranno falsi allarmi. Quello che non viene detto è che da 2 a 10 donne sono sovradiagnosticate (il che significa possibile rimozione della mammella e chemioterapia senza che ce ne sia effettivamente bisogno).

Il nocciolo della questione è che ogni esame ha dei vantaggi e degli svantaggi, e le donne dovrebbero possedere le informazioni corrette per poter fare una scelta consapevole. Ma informazioni di questo tipo, considerate controproducenti dal sistema medico, vengono deliberatamente escluse dagli opuscoli sulla mammografia, poiché la sovradiagnosi, in Italia, viene considerata un male minore. In altri paesi, ad esempio in Svizzera, lo screening mammografico pubblico è stato eliminato perché il vantaggio è ritenuto troppo scarso.

Statistiche ingannevoli

La maggioranza dei pazienti-cittadini, tra il 70 e l’80% della popolazione, crede che la medicina sia una scienza esatta o quasi esatta. Se si fa la stessa domanda ai medici si vede che la percentuale si riduce al 7 – 20%. Il nocciolo della questione è che le aspettative dei pazienti sulla medicina sono irrealistiche e i pazienti sovrastimano sistematicamente i benefici e sottostimano i rischi.

Questo è dovuto anche al fatto che il linguaggio scientifico sfrutta delle costruzioni verbali ingannevoli, assieme ad un uso improprio delle statistiche. Le statistiche di sopravvivenza e mortalità, ad esempio, identificano due concetti molto diversi di cui spesso gli stessi medici non conoscono la differenza. In un test di screening una sopravvivenza maggiore non ha sempre a che fare con una vita più lunga; la sopravvivenza è la percentuale di pazienti vivi dopo 5 anni dal trattamento, la mortalità indica il numero di pazienti che muoiono all’anno. Ad esempio, anticipando la diagnosi con un test di screening si incrementa il tasso di sopravvivenza ma non si riduce quello di mortalità.

Una sopravvivenza maggiore non indica

che una persona viva più a lungo

grafico soppravvivenza

Disease Mongering

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno è sano” attacca ironico e pungente Doctor G nelle pagine della graphic novel. In questa frase si può sintetizzare il concetto di disease mongering, quando disturbi comuni vengono trasformati in malattie, generando pazienti e incoraggiando più esami, con il solo scopo di favorire il mercato. La storia del disease mongering inizia con quella del Listerine, un prodotto nato per pulire i pavimenti che, in trent’anni e senza cambiare composizione, diventa collutorio per curare l’alitosi, una non-malattia.

Un secondo modo per incrementare il mercato dei farmaci è incrementare il numero di malati, modificando le soglie per definire le malattie e i fattori di rischio. Un esempio nella tabella successiva.

Effetto dell’abbassamento della soglia sul numero di

persone in America che sono divenuto “malati”

grafico soglia

Conflitti d’interesse

La forte critica nelle parole del protagonista è diretta a quel sistema medico troppo spesso succube delle aziende farmaceutiche. All’interno del fumetto viene spiegato come le case farmaceutiche siano solo aziende, il cui mestiere è vendere. Le aziende investono più nel marketing che nella ricerca e i medici, che si credono immuni, sono influenzati da abili strategie di marketing. Nel mondo di Doctor G, il business è più importante dell’efficacia effettiva del medicinale. Ma non è proprio questo il mondo in cui viviamo?

Effetto di una cena pagata

sulla prescrizione di un farmaco

grafico cena

Verso un’alimentazione verde

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Conferenza di Elisabetta Ciani del 19/03/2016 presso il Ristorante “381 storie da gustare” di Ferrara.
Perché e come arrivare ad un’alimentazione vegetale integrale e prevalentemente cruda? Elisabetta Ciani, dietista e nutrizionista, spiega come migliorare l’alimentazione, attraverso incontri specifici che permettano di distinguere quelle informazioni filtrate da necessità di mercato (spesso i messaggi mediatici sono finalizzati alla vendita e non al benessere) da quelle veramente utili per la salute. Modificare la propria alimentazione è una soluzione per prevenire patologie oggi molto diffuse: tumori, malattie cardiovascolari e malattie metaboliche. Cibarsi non significa abbuffarsi ma nutrirsi in maniera corretta.
Nel seguire una dieta è necessario avere un’idea chiara di cosa siano i nutrienti, senza dimenticare il ruolo energetico rivestito da elementi che esulano dalla semplice assunzione di cibo. Per esempio i prodotti vegetali e il chakra del cuore hanno in comune il colore verde, connesso alle emozioni e ai rapporti interpersonali. Da non sottovalutare è il modo in cui un alimento viene preparato e la sua stessa provenienza (ad esempio è più vitale un ortaggio appena colto e mangiato piuttosto che uno rimasto in un supermercato per alcuni giorni). Le verdure cotte ammuffiscono, il cibo privato di energia muore, mentre il cibo crudo preserva tutta la sua vitalità e qualità. I cibi cotti andrebbero ridotti perché causano disbiosi (alterazione della flora batterica) e leucocitosi (il sangue produce globuli bianchi: il nostro sistema immunitario viene allertato come se non riconoscesse la sostanza introdotta). Dunque anche i tipi di cottura sono importanti: esistono però modi di cuocere che non rovinano il cibo preservando i nutrienti.
Per la dottoressa Ciani una buona alimentazione non significa solo prevenzione, ma anche benessere ed equilibrio emotivo. Attraverso i suoi studi ricerca l’alimentazione più in armonia con il nostro essere e approfondisce aspetti come lo stoccaggio e la preparazione del cibo che rivestono notevole importanza per una buona nutrizione. Operazioni anche semplici, come frullare o lavare le verdure, raramente vengono compiute nel modo giusto a casa propria. È necessario considerare tutti questi aspetti nella dieta per avere cura della propria salute, tanto che Ippocrate stesso la definì “prima medicina”. Cambiare alimentazione si può ed è importante, ma è innanzitutto necessario evitare carenze e squilibri. In origine l’uomo viveva di bacche, frutti e arbusti. È necessario conoscere e riconoscere da dove veniamo poiché il nostro apparato digerente si è costituito per assorbire i cibi delle origini e solo successivamente si è in parte adattato all’assorbimento di proteine animali. Noi siamo tutt’ora predisposti per mangiare secondo natura. L’uomo primitivo, abituato alla raccolta e alla semina, cacciava soltanto in alcuni periodi difficili, come le glaciazioni o quando c’era disponibilità di animali. Quindi la carne non veniva consumata regolarmente, il suo uso era limitato. Il cibo è sicuramente alla base dei nostri bisogni vitali ma Il benessere si basa anche sulla respirazione, sull’attività fisica, sul contatto con le emozioni e sull’assunzione di acqua e luce solare. Nel mondo industrializzato le malattie aumentano e bisogna imparare a mangiare meglio soprattutto in casa, vincere le malattie cardiovascolari e degenerative, diabete, ipertensione, tumori e obesità infantile è l’obiettivo per una futura umanità sana che non debba “fare la spesa” in farmacia. Spesso è l’alimentazione ad avere un’influenza determinante sulla salute e raramente ci rendiamo conto delle tossine che introduciamo inconsapevolmente nel nostro corpo. L’alimentazione più efficace per eliminare le tossine è quella vegetale integrale, raccomandata dai luminari della medicina come supporto persino sui malati di tumore. È dunque importante lo stato del nostro intestino per far star bene non solo il nostro corpo, ma anche il nostro cervello. Gli alimenti influenzano sia il corpo, sia la mente. Sono state ad esempio confermate dal mondo scientifico relazioni tra il consumo di zucchero raffinato e lo sviluppo di ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) nei bambini.
La piramide alimentare, nata in America nel 1992, vuole essere il primo importante faro d’orientamento nel mondo dell’alimentazione corretta e sana. Tuttavia il modo in cui sono classificati gli alimenti necessita di integrazioni fondamentali perché venga compresa e applicata correttamente. Partendo dalla base troviamo i carboidrati. Essi sono definiti “nutrienti”, il termine “alimenti” in questo caso è inappropriato. L’alimento si trova in natura, il nutriente si trova dentro l’alimento. I carboidrati sono composti chimici di carbonio e idrogeno e questa molecola è un componente dell’alimento. Per esempio il cereale è l’alimento che si trova in natura, mentre i prodotti da forno realizzati con cereali sono composti di cereale macinato e raffinato (le farine). La farina bianca è la più utilizzata nel mondo industriale, perché il chicco macinato, privato da crusca e germe è di più facile conservazione; è inoltre da sapere che mescolare farina bianca e crusca non ricompone l’elemento integrale.La base della piramide, composta di cereali, deve quindi essere il più naturale possibile e assolutamente non raffinata.
Il glutine è contenuto naturalmente in molti alimenti e ha un’azione infiammatoria per il nostro apparato digerente, anche per chi non è celiaco. La dottoressa Ciani ricorda come oggigiorno la presenza di glutine sia maggiore per via delle selezioni e mutazioni genetiche che l’uomo ha fatto al frumento. Un tempo le messi erano più alte e flessibili; a partire dagli anni ’70 in Italia il frumento è stato modificato e ha iniziato a crescere più basso e rigido, a portata di mietitrebbia. È il glutine che ha reso la struttura delle messi più solida, dando così vita al grano duro più ricco di glutine per la pasta. Legumi, ortaggi e frutti, solitamente posizionati al secondo posto della piramide alimentare, si possono sostituire con cereali e derivati, se consumati senza sale e zuccheri.
Il nostro piatto dovrebbe essere composto di quattro parti fondamentali. Nella maggior parte verdure e ortaggi, variandone la qualità e consumandoli perlopiù crudi. Al secondo posto del piatto sano si trovano i cereali integrali (evitando pasta e cereali raffinati). Le proteine salutari occupano un altro quarto: pesce, carne bianca, leggimi e frutta a guscio, in sostituzione delle proteine derivate da carni rosse e affettati. La frutta va mangiata senza esagerare, preferibilmente lontano da pasti pesanti; la sua digestione non deve interferire con altri alimenti, per via del suo rapido assorbimento: fermenta se consumata al termine di un pasto abbondante. Se bere acqua è fondamentale, il vino è comunque preferibile alle bevande zuccherate e alla birra (per via dell’elevato indice glicemico di queste ultime).
L’accostamento corretto degli alimenti è una parte importante della dieta. Ogni alimento ha una digestione diversa dall’altro e le associazioni errate tra alimenti possono interferire con la buona digestione. L’introduzione di cibo nell’apparato digerente influenza il corpo nella sua totalità, modificandone gli equilibri, come ad esempio il pH neutro del sangue. Alimenti come gli zuccheri e la carne possono causare acidosi e modificarne il pH. I prodotti alcalinizzanti come la frutta e la verdura, hanno l’effetto contrario. L’acqua, tendenzialmente a pH neutro, cambia valore in base alla sua conservazione. Quella del rubinetto è meno acida rispetto all’acqua in bottiglia che viene stoccata per diversi giorni. L’etichetta indica la composizione e il PH in origine alla fonte. Per rimediare all’acidità dell’acqua imbottigliata, esistono dispositivi in grado di energizzarla o alcalinizzarla. Non dobbiamo però dimenticare che il nostro stomaco è acido e non bisogna abusare di acque alcaline. Bere mezzo limone diluito in un bicchiere d’acqua tiepida alla mattina, seguito dalla colazione, è un pratica alcalinizzante che aiuta ad eliminare le tossine e l’acidosi che spesso si instaura durante la notte. Quando si mangia in modo non corretto il corpo continua a richiedere cibo perché insoddisfatto.
La dottoressa Ciani conduce il Programma Detox, con cui si può iniziare una disintossicazione finalizzata al cambio di alimentazione con risultati facilmente distinguibili (miglior sonno, pelle luminosa ed energia). Il programma non interferisce con la vita lavorativa, la qualità del sonno migliora, la pelle si rinnova e si riacquista maggiore energia.

Irresistibilmente

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Cosa succederebbe se non fossimo in grado di persuadere nessuno? Tutto quello che diremmo sarebbe inutile, inascoltato, sia nel lavoro sia negli affetti. Nulla di ciò che diremmo avrebbe effetto alcuno. Non sarebbe possibile farsi capire, sentirsi partecipi, far carriera o conoscere un partner affettivo. Tutto questo ci porterebbe ad una profonda frustrazione.

Essere persuasivi significa generare comportamenti attraverso le parole. Persuasori e manipolatori sono simili ma opposti: entrambi generano azioni ma il primo agisce in senso etico mentre il secondo ne è privo. La persuasione è qualcosa di inevitabile, l’assenza completa di capacità comunicativa sarebbe una vita suicida. Nessun essere umano può vivere senza essere apprezzato. Fra speranza e illusione esiste un confine sottile, tracciato dal libro “Irresistibilmente” di Roberto Solinas, un manuale di auto-sviluppo comprensivo di esercizi sotto forma di passi. La lettura del libro dà strumenti di chiarezza e di comprensione che possono migliorare i rapporti col prossimo.

Ciascuno di noi è in parte persuasore e in parte manipolatore. È estremamente importante, nella società odierna, ottenere risultati attraverso la comunicazione. Questo ci aiuta a capire chi siamo: in base al posto che occupiamo nel mondo dobbiamo essere persuasori o manipolatori, a volte anche nostro malgrado.

Il libro è consigliato a chi vuole comprendere se stesso e applicare al meglio il proprio essere nel mondo, oltre a comprendere quanto siamo persuasori o manipolatori e in quale percentuale.

Il valore del libro è anche difensivo. Nella nostra società siamo immersi nei campi della manipolazione piuttosto che della persuasione, il libro aiuta a non farsi distruggere dal prossimo. La comunicazione può essere usata anche in modo distensivo e pacifico, come strumento di educazione. Tuttavia anche attraverso la paura si possono ottenere dei risultati di manipolazione efficace. Una comunicazione efficace è composta da diversi elementi mischiati che fanno risultare l’atto di manipolazione/persuasione addirittura piacevole.

Il linguaggio verbale conta molto di più di quello che si crede, mentre classicamente si ritiene che il subliminale e il non verbale contino maggiormente. Nel libro si crede nella parola come strumento di cambiamento.

Chi sfrutta queste capacità spesso non è riconoscibile perché gli strumenti verbali, usati a regola d’arte, diventano invisibili a chi ne è sprovveduto.

Il primo principio della persuasione è la mancanza di interesse nella persuasione stessa, ed è per questo che siamo attratti dal persuasore.

La persuasione e la manipolazione, nella comunicazione, sono sempre presenti. Di una cosa ci si fa persuadere quando ci provoca uno stato di piacere e di atemporalità. La persuasione è leggera per definizione, il grande persuasore non applica mai nessuna pressione, agisce come una forma di seduzione. Rompere gli schemi è il miglior modo per farsi ricordare.

Per acquistare Irresistibilmente di Roberto Solinas: cliccare qui.

Risvegliarsi con la terra

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Situazione globale

Quali sono le prime parole che vengono in mente pensando al mondo di oggi? Caos, insensibilità ed evoluzione. Per Francesco Pirani il mondo è una scuola dove ognuno impara a costruire un’identità, sia essa una religione, un credo politico o una squadra di calcio. Questo mondo è perfetto, perché deve insegnarci questo.

Come in un corpo formato da cellule, la nostra identità si consolida nel contrasto, nella lotta continua e questo si riflette sull’organismo completo. Ciò che noi vediamo negli altri sono solo proiezioni di tanti diversi Io che si trovano nello stesso stato di coscienza.

Nonostante questo insegnamento dell’identificazione sia lo scopo della scuola-mondo, la tendenza  sta iniziando ad invertirsi, come se un velo si stesse spostando rendendoci più vivi e coinvolti. Questa esperienza, diversa per ognuno, spesso accade da sé e non è legata ad una scelta. Le energie del pianeta stanno cambiando e questo processo accade in maniera sempre più esponenziale.

Il mondo, che ci appare caotico e sbagliato, ci porta a lottare per cambiarlo. Questo genera frustrazione perché le dinamiche con cui ci si scontra sembrano tanto grandi da far sentire impotente chi le affronta. Il cambio di visione avviene quando i problemi globali non si riconoscono come qualcosa di esterno, ma si riconoscono come realtà parte di ciascuno di noi.

In un percorso evolutivo ideale, l’uno inizia a biforcarsi fino a ché non cerca di integrarsi di nuovo con il suo opposto, sotto una nuova luce, superando la massima fase di dualità. Il percorso si conclude quando si comprende che l’altro è solo una forma diversa della stessa coscienza. La dualità del bene e del male sparisce e si comprende l’Amore, ovvero quel perfetto percorso evolutivo che appartiene a ciascuno di noi. Le ingiustizie, sotto questa ottica, servono perché esistono anime che hanno bisogno di commetterle e altre hanno necessità di subirle.

Agendo con questa consapevolezza si inizia a dare l’esempio a se stessi e agli altri. La realtà personale deve idealmente evolvere in una realtà globale. Le anime che iniziano ad evolversi in questa direzione abiteranno la quarta dimensione.

Passaggio dimensionale

Il passaggio dimensionale dalla terza alla quarta dimensione può essere visto con una metafora. Il treno della terza dimensione corre in una direzione seguendo binari che non gli permettono di cambiare il suo corso, noi possiamo solo subire il suo spostamento. Questa è una fase che è durata da circa 13.500 anni e la sua conclusione coincide con il 2012. Dopo questa data un nuovo treno si è affiancato al primo, correndo in direzione opposta. Chi è stanco del primo treno decide di spostarsi in quello nuovo per la necessità di un cambiamento generico: è solo la prima alternativa reale di cambiamento. Sempre più persone si spostano al secondo treno, più per una spinta innata che per una scelta. Pian piano però chi non ha sentito questa spinta verso il nuovo treno si radicherà nel primo treno e non potrà più effettuare il passaggio.

La scissione definitiva può avvenire in modi diversi. La possibilità meno probabile è l’estinzione di massa del genere umano. Poco probabile è anche il raggiungimento di una massa critica, ovvero una quantità sufficiente di persone nel secondo treno che porti un onda di coscienza e consapevolezza così grande da influenzare improvvisamente anche tutti gli altri (facendo loro risparmiare il percorso di sofferenza subito dai primi migranti). Più probabile è un cambiamento graduale, esponenziale, dove le coscienze si influenzano a vicenda, consapevoli della realtà globale che peggiora inesorabilmente. Francesco Pirani identifica la probabilità più sensata nella netta separazione fra i due livelli di coscienza, dove chi è nel treno della terza dimensione non influenzerà più chi è in quello della quarta e viceversa.

Nessuna di queste ipotesi è chiaramente precisa, ma i processi sono visibili dai cambiamenti magnetici del pianeta già avallati da numerose teorie scientifiche.

 

Cicli galattici

Viviamo immersi in cicli di ogni tipo, più o meno grandi: la circolazione del sangue, il ciclo delle stagioni, i movimenti dei corpi celesti, eccetera. 26.000 anni è la durata della rotazione del nostro sistema solare all’interno della via lattea. Il 21/12/2012 è stata la data che ha segnato la fine della notte galattica e l’inizio di 13.500 anni di luce. Siamo nella primavera galattica, una fase di risveglio e rinascita dopo una fase di sonno.

È possibile che delle piccole élite,  a conoscenza di questo processo, stiano cercando di rallentare o limitare il processo di integrazione, mantenendoci in un costante stato di torpore utilizzando diversi mezzi. Il prossimo periodo di buio, per chi raggiunge la quarta dimensione, non sarà disastroso come quello appena superato.

Molte sono le antiche tradizioni che trovano nel 21/12/12 il momento del cambiamento di frequenze. La trovata commerciale sulla fine del mondo è servita ad abbassare il livello di risveglio del pianeta, banalizzandola.

Spazio tempo

La nostra esperienza è di tipo virtuale. Esistono tante realtà quanti sono i soggetti che la vivono, è contemporaneamente oggettiva e soggettiva. Tutto ciò che apprendiamo passa attraverso i sensi. La realtà fisica non è materia, è energia nel momento in cui entra in contatto con noi. La realtà accade quando un osservatore la codifica attraverso i propri sensi e fa collassare le forme d’onda. La materia è concreta rispetto agli impulsi degli elettroni. Sono i sensi che permettono agli oggetti di manifestarsi, senza osservatori essi sarebbero solo forme di energia senza caratteristiche.

Spazio e materia non esistono a livello assoluto. Sono illusioni percettive, manifestazioni che esistono solo parzialmente. Ormai questa concezione è stata provata anche sperimentalmente con l’avanzamento sempre più presente della scienza quantistica.

Lo stesso vale per il tempo, che esiste in modo soggettivo. La coscienza è programmata per concepire il tempo lineare, lo scorrere degli elementi. Si tratta di un’illusione percettiva, un film che non mostra i fotogrammi statici ma ha senso come flusso di immagini che creano l’illusione di un movimento. I fotogrammi, come unità di tempo, esistono tutti contemporaneamente ma vanno sperimentati in serie.

La nostra coscienza fa esperienza all’interno dello spazio-tempo. Si avanza lungo il tempo percepito come un binario, quando invece è composto da varianti, come caselle, che la coscienza va ad illuminare. Emozioni, pensieri e credenze inconsce possono permettere salti di esperienza di vita, ad esempio attraverso l’immaginazione che crea linee di vita differenti. Se si inizia ad acquisire la consapevolezza che il mondo non è fuori di noi, ma è interno, l’anima diventa creatrice e non più succube della realtà.

Spesso le credenze bloccano i talenti dell’anima con i quali vorrebbe esprimersi. Bisogna guarire dalle credenze che impediscono l’espressione dell’anima come se si curasse una malattia al corpo. Il pensiero è un’attività della mente contenuta all’interno della coscienza, come il software di un computer, funziona come un organo: la mente pensa, come il fegato depura o l’intestino digerisce. Il senso dell’Io deve mantenersi vivo perché permette un senso di identità, illusoria. La coscienza non deve identificarsi con la mente per permettersi dei cambiamenti, per impedire agli automatismi di scattare continuamente in ogni situazione, impedire alla coscienza di interpretare dei ruoli, delle maschere. Come un attore che confonde il ruolo che interpreta con quello che è nella vita quotidiana.

Esistono innumerevoli tecniche per agire e cambiare gli schemi di pensiero. In tal modo la mente conscia influisce sul serbatoio inconscio, di modo che la mente possa comunicare con l’energia che vuole esprimersi, così la mente può lavorare su se stessa e non su ciò che non le compete.