Doctor G: la prima graphic novel contro la troppa medicina

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Doctor G è una graphic novel che vuole unire la semplicità e l’immediatezza del fumetto con il complesso linguaggio del saggio scientifico di medicina. L’idea, nata a Ferrara nel 2008, si è concretamente realizzata dopo otto anni di intenso lavoro. La storia può essere letta tutta d’un fiato e racconta del protagonista, Doctor G, un professore di statistica all’Università, che aiuta la polizia a risolvere casi criminali grazie al suo incredibile talento con i numeri. Mentre il racconto si articola attraverso veri processi giudiziari (Il processo da OJ Simpson, l’omicidio Marta Russo, …), al suo interno si trovano quei concetti medici meno conosciuti che gli autori vogliono divulgare per cambiare l’approccio delle persone alle informazioni, comprendere il modo in cui i rischi delle scelte legate alla salute sono presentati e permettere alle persone decisioni veramente informate.

La storia è piena di riferimenti a fatti o persone reali. I volti dei personaggi ad esempio sono ispirati a luminari della medicina moderna e a uomini del panorama scientifico contemporaneo. In appendice tramite un’ampia bibliografia è possibile capire chi sono i personaggi del racconto e approfondire i fatti raccontati. Se si soffre di “techmania”, all’interno della bibliografia sono presenti codici QR che scansionati con tablet o smartphone permettono ulteriori approfondimenti online. Il sottotitolo del libro è “una medicina per la troppa medicina” e racchiude l’utopia nascosta dietro la scrittura di un libro di scienza a fumetti: un giorno le persone potranno scegliere in modo informato e districarsi nel mercato della medicina.

Le critiche che Doctor G porta avanti con caparbietà e passione riflettono i pensieri del medico contemporaneo che non vuole piegarsi alle leggi di mero profitto delle case farmaceutiche ma auspica invece una corretta informazione per i pazienti troppo spesso trattati frettolosamente o, peggio, come cavie involontarie. Secondo Doctor G la medicina usa le proprie risorse in modo improprio: per fare una buona medicina non occorrono molti soldi, ma è necessaria una buona informazione. Così avviene che sovradiagnosi, disease mongering, conflitti di interesse e statistiche ingannevoli inquinino e confondano medici e pazienti, nel fumetto come nella vita reale.

Doctor G è reperibile online al sito: http://l-inkproject.com/doctor-g

Sovradiagnosi

La medicina contemporanea è in grado di identificare anomalie, quali lesioni o tumori, con grande accuratezza rispetto al passato, tuttavia non sempre può distinguere quanto queste siano effettivamente dannose per la salute. Si parla di sovradiagnosi quando viene riscontrata un’anomalia o condizione asintomatica che non progredirà mai (cioè non sarà causa di morte o di sintomi) o che progredirà così lentamente che il paziente morirà di qualcos’altro prima che compaiano dei sintomi.

La sovradiagnosi è un tipico effetto collaterale di quello che ci è stato insegnato come il metodo corretto di praticare la medicina: trovare e trattare malattie prima che causino problemi. Il problema del riscontrare simili anomalie sta nel fatto che spesso innescano dei trattamenti, e gli interventi per eliminare le anomalie riscontrate sono talvolta più rischiosi dell’anomalia stessa. Infatti la medicina contemporanea tende a trattare tutti, ma poichè per definizione la sovradiagnosi riguarda anomalie o condizioni asintomatiche che non progrediranno mai, il trattamento non aiuta, dato che non c’è niente da sistemare, e porta solo ad effetti collaterali. La sovradiagnosi è causata da diversi fattori, tutti di matrice contemporanea:

1) Cambiamo le regole, ovvero la soglia con cui si identificano i pazienti da curare viene costantemente abbassata (ad esempio negli anni si sono abbassati i valori che definiscono l’ipertensione arteriosa, il colesterolo, il diabete, l’osteoporosi);

2) Siamo capaci di vedere di più: se prima al medico erano visibili solo anomalie “macroscopiche”, ora grazie al progresso tecnologico, si riconoscono anche quelle di pochi millimetri, con cui si potrebbe forse convivere senza conseguenze. Si stima che facendo una TAC total body si riscontrano mediamente 2,8 anomalie per ogni individuo, che non darebbero alcun problema nel corso dell’intera vita.

3) Cerchiamo di più: negli anni la mortalità (per specifiche patologie quali il cancro alla prostata o alla tiroide) non è cambiata, nonostante le diagnosi siano molto aumentate. La medicina purtroppo fatica ancora a sapere se un tumore sia pericoloso o meno, e quale sia la probabilità di progressione tale da causare metastasi oppure no.

4) Inciampiamo in risultati accidentali: per avere un’idea dell’entità del problema, di seguito un esempio con numeri concreti: immagina di avere 50 anni e di non avere sintomi particolari. Ti sottoponi ad una TAC. La probabilità che ti trovino un incidentaloma, ossia una massa tumorale scoperta casualmente, al polmone è pari al 15% se non fumi. Se sei un fumatore, questa probabilità sale al 50%. Qual è la probabilità che l’incidentaloma al polmone sia effettivamente un cancro? Solo lo 0.7% se non fumi (oppure il 3,6% se fumi). Se invece fai un’ecografia alla tiroide, la probabilità di incidentaloma è pari al 67%, ma è probabile che l’incidentaloma sia un cancro in meno dello 0.01% dei casi.

Uno dei casi più discussi di sovradiagnosi coinvolge un tema molto caldo come lo screening del tumore al seno. I test di screening hanno vantaggi e svantaggi. Ad esempio nel caso del test di screening per la prevenzione del cancro alla mammella, su 2000 donne che si sottopongono alla mammografia ogni 2 anni per 10 anni, 1 viene salvata. Di queste 2000 donne, circa 250 subiranno falsi allarmi. Quello che non viene detto è che da 2 a 10 donne sono sovradiagnosticate (il che significa possibile rimozione della mammella e chemioterapia senza che ce ne sia effettivamente bisogno).

Il nocciolo della questione è che ogni esame ha dei vantaggi e degli svantaggi, e le donne dovrebbero possedere le informazioni corrette per poter fare una scelta consapevole. Ma informazioni di questo tipo, considerate controproducenti dal sistema medico, vengono deliberatamente escluse dagli opuscoli sulla mammografia, poiché la sovradiagnosi, in Italia, viene considerata un male minore. In altri paesi, ad esempio in Svizzera, lo screening mammografico pubblico è stato eliminato perché il vantaggio è ritenuto troppo scarso.

Statistiche ingannevoli

La maggioranza dei pazienti-cittadini, tra il 70 e l’80% della popolazione, crede che la medicina sia una scienza esatta o quasi esatta. Se si fa la stessa domanda ai medici si vede che la percentuale si riduce al 7 – 20%. Il nocciolo della questione è che le aspettative dei pazienti sulla medicina sono irrealistiche e i pazienti sovrastimano sistematicamente i benefici e sottostimano i rischi.

Questo è dovuto anche al fatto che il linguaggio scientifico sfrutta delle costruzioni verbali ingannevoli, assieme ad un uso improprio delle statistiche. Le statistiche di sopravvivenza e mortalità, ad esempio, identificano due concetti molto diversi di cui spesso gli stessi medici non conoscono la differenza. In un test di screening una sopravvivenza maggiore non ha sempre a che fare con una vita più lunga; la sopravvivenza è la percentuale di pazienti vivi dopo 5 anni dal trattamento, la mortalità indica il numero di pazienti che muoiono all’anno. Ad esempio, anticipando la diagnosi con un test di screening si incrementa il tasso di sopravvivenza ma non si riduce quello di mortalità.

Una sopravvivenza maggiore non indica

che una persona viva più a lungo

grafico soppravvivenza

Disease Mongering

La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno è sano” attacca ironico e pungente Doctor G nelle pagine della graphic novel. In questa frase si può sintetizzare il concetto di disease mongering, quando disturbi comuni vengono trasformati in malattie, generando pazienti e incoraggiando più esami, con il solo scopo di favorire il mercato. La storia del disease mongering inizia con quella del Listerine, un prodotto nato per pulire i pavimenti che, in trent’anni e senza cambiare composizione, diventa collutorio per curare l’alitosi, una non-malattia.

Un secondo modo per incrementare il mercato dei farmaci è incrementare il numero di malati, modificando le soglie per definire le malattie e i fattori di rischio. Un esempio nella tabella successiva.

Effetto dell’abbassamento della soglia sul numero di

persone in America che sono divenuto “malati”

grafico soglia

Conflitti d’interesse

La forte critica nelle parole del protagonista è diretta a quel sistema medico troppo spesso succube delle aziende farmaceutiche. All’interno del fumetto viene spiegato come le case farmaceutiche siano solo aziende, il cui mestiere è vendere. Le aziende investono più nel marketing che nella ricerca e i medici, che si credono immuni, sono influenzati da abili strategie di marketing. Nel mondo di Doctor G, il business è più importante dell’efficacia effettiva del medicinale. Ma non è proprio questo il mondo in cui viviamo?

Effetto di una cena pagata

sulla prescrizione di un farmaco

grafico cena

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