Risvegliarsi con la terra

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Situazione globale

Quali sono le prime parole che vengono in mente pensando al mondo di oggi? Caos, insensibilità ed evoluzione. Per Francesco Pirani il mondo è una scuola dove ognuno impara a costruire un’identità, sia essa una religione, un credo politico o una squadra di calcio. Questo mondo è perfetto, perché deve insegnarci questo.

Come in un corpo formato da cellule, la nostra identità si consolida nel contrasto, nella lotta continua e questo si riflette sull’organismo completo. Ciò che noi vediamo negli altri sono solo proiezioni di tanti diversi Io che si trovano nello stesso stato di coscienza.

Nonostante questo insegnamento dell’identificazione sia lo scopo della scuola-mondo, la tendenza  sta iniziando ad invertirsi, come se un velo si stesse spostando rendendoci più vivi e coinvolti. Questa esperienza, diversa per ognuno, spesso accade da sé e non è legata ad una scelta. Le energie del pianeta stanno cambiando e questo processo accade in maniera sempre più esponenziale.

Il mondo, che ci appare caotico e sbagliato, ci porta a lottare per cambiarlo. Questo genera frustrazione perché le dinamiche con cui ci si scontra sembrano tanto grandi da far sentire impotente chi le affronta. Il cambio di visione avviene quando i problemi globali non si riconoscono come qualcosa di esterno, ma si riconoscono come realtà parte di ciascuno di noi.

In un percorso evolutivo ideale, l’uno inizia a biforcarsi fino a ché non cerca di integrarsi di nuovo con il suo opposto, sotto una nuova luce, superando la massima fase di dualità. Il percorso si conclude quando si comprende che l’altro è solo una forma diversa della stessa coscienza. La dualità del bene e del male sparisce e si comprende l’Amore, ovvero quel perfetto percorso evolutivo che appartiene a ciascuno di noi. Le ingiustizie, sotto questa ottica, servono perché esistono anime che hanno bisogno di commetterle e altre hanno necessità di subirle.

Agendo con questa consapevolezza si inizia a dare l’esempio a se stessi e agli altri. La realtà personale deve idealmente evolvere in una realtà globale. Le anime che iniziano ad evolversi in questa direzione abiteranno la quarta dimensione.

Passaggio dimensionale

Il passaggio dimensionale dalla terza alla quarta dimensione può essere visto con una metafora. Il treno della terza dimensione corre in una direzione seguendo binari che non gli permettono di cambiare il suo corso, noi possiamo solo subire il suo spostamento. Questa è una fase che è durata da circa 13.500 anni e la sua conclusione coincide con il 2012. Dopo questa data un nuovo treno si è affiancato al primo, correndo in direzione opposta. Chi è stanco del primo treno decide di spostarsi in quello nuovo per la necessità di un cambiamento generico: è solo la prima alternativa reale di cambiamento. Sempre più persone si spostano al secondo treno, più per una spinta innata che per una scelta. Pian piano però chi non ha sentito questa spinta verso il nuovo treno si radicherà nel primo treno e non potrà più effettuare il passaggio.

La scissione definitiva può avvenire in modi diversi. La possibilità meno probabile è l’estinzione di massa del genere umano. Poco probabile è anche il raggiungimento di una massa critica, ovvero una quantità sufficiente di persone nel secondo treno che porti un onda di coscienza e consapevolezza così grande da influenzare improvvisamente anche tutti gli altri (facendo loro risparmiare il percorso di sofferenza subito dai primi migranti). Più probabile è un cambiamento graduale, esponenziale, dove le coscienze si influenzano a vicenda, consapevoli della realtà globale che peggiora inesorabilmente. Francesco Pirani identifica la probabilità più sensata nella netta separazione fra i due livelli di coscienza, dove chi è nel treno della terza dimensione non influenzerà più chi è in quello della quarta e viceversa.

Nessuna di queste ipotesi è chiaramente precisa, ma i processi sono visibili dai cambiamenti magnetici del pianeta già avallati da numerose teorie scientifiche.

 

Cicli galattici

Viviamo immersi in cicli di ogni tipo, più o meno grandi: la circolazione del sangue, il ciclo delle stagioni, i movimenti dei corpi celesti, eccetera. 26.000 anni è la durata della rotazione del nostro sistema solare all’interno della via lattea. Il 21/12/2012 è stata la data che ha segnato la fine della notte galattica e l’inizio di 13.500 anni di luce. Siamo nella primavera galattica, una fase di risveglio e rinascita dopo una fase di sonno.

È possibile che delle piccole élite,  a conoscenza di questo processo, stiano cercando di rallentare o limitare il processo di integrazione, mantenendoci in un costante stato di torpore utilizzando diversi mezzi. Il prossimo periodo di buio, per chi raggiunge la quarta dimensione, non sarà disastroso come quello appena superato.

Molte sono le antiche tradizioni che trovano nel 21/12/12 il momento del cambiamento di frequenze. La trovata commerciale sulla fine del mondo è servita ad abbassare il livello di risveglio del pianeta, banalizzandola.

Spazio tempo

La nostra esperienza è di tipo virtuale. Esistono tante realtà quanti sono i soggetti che la vivono, è contemporaneamente oggettiva e soggettiva. Tutto ciò che apprendiamo passa attraverso i sensi. La realtà fisica non è materia, è energia nel momento in cui entra in contatto con noi. La realtà accade quando un osservatore la codifica attraverso i propri sensi e fa collassare le forme d’onda. La materia è concreta rispetto agli impulsi degli elettroni. Sono i sensi che permettono agli oggetti di manifestarsi, senza osservatori essi sarebbero solo forme di energia senza caratteristiche.

Spazio e materia non esistono a livello assoluto. Sono illusioni percettive, manifestazioni che esistono solo parzialmente. Ormai questa concezione è stata provata anche sperimentalmente con l’avanzamento sempre più presente della scienza quantistica.

Lo stesso vale per il tempo, che esiste in modo soggettivo. La coscienza è programmata per concepire il tempo lineare, lo scorrere degli elementi. Si tratta di un’illusione percettiva, un film che non mostra i fotogrammi statici ma ha senso come flusso di immagini che creano l’illusione di un movimento. I fotogrammi, come unità di tempo, esistono tutti contemporaneamente ma vanno sperimentati in serie.

La nostra coscienza fa esperienza all’interno dello spazio-tempo. Si avanza lungo il tempo percepito come un binario, quando invece è composto da varianti, come caselle, che la coscienza va ad illuminare. Emozioni, pensieri e credenze inconsce possono permettere salti di esperienza di vita, ad esempio attraverso l’immaginazione che crea linee di vita differenti. Se si inizia ad acquisire la consapevolezza che il mondo non è fuori di noi, ma è interno, l’anima diventa creatrice e non più succube della realtà.

Spesso le credenze bloccano i talenti dell’anima con i quali vorrebbe esprimersi. Bisogna guarire dalle credenze che impediscono l’espressione dell’anima come se si curasse una malattia al corpo. Il pensiero è un’attività della mente contenuta all’interno della coscienza, come il software di un computer, funziona come un organo: la mente pensa, come il fegato depura o l’intestino digerisce. Il senso dell’Io deve mantenersi vivo perché permette un senso di identità, illusoria. La coscienza non deve identificarsi con la mente per permettersi dei cambiamenti, per impedire agli automatismi di scattare continuamente in ogni situazione, impedire alla coscienza di interpretare dei ruoli, delle maschere. Come un attore che confonde il ruolo che interpreta con quello che è nella vita quotidiana.

Esistono innumerevoli tecniche per agire e cambiare gli schemi di pensiero. In tal modo la mente conscia influisce sul serbatoio inconscio, di modo che la mente possa comunicare con l’energia che vuole esprimersi, così la mente può lavorare su se stessa e non su ciò che non le compete.

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